E’ un momento difficile, dove molti fanno fatica e “combattono” contro una crisi spietata, che sembra non conoscere soste nè pause. Fa niente se quel Governo o tal altro siano “all’opera” per trovare soluzioni più o meno adeguate al problema: l’aria che si respira, il Clima, è torrido, quasi insopportabile.
Ma è proprio in questo Clima che abbiamo bisogno di respirare, di trovare soluzioni, idee, uscite d’emergenza e spiragli di “luce”…non serve convincersi che “la Crisi” è qualcosa che sta li fuori. La Crisi è anche dentro di noi, perchè il modo in cui rispondiamo a questo innegabile fenomeno, può fare la differenza e ci racconta di come la affrontiamo. E noi siamo “in crisi”.
Non ho mai creduto neanche un secondo ai profeti del “pensiero positivo” a tutti i costi, anzi…ho sempre avvertito qualcosa di “inautentico”, di poco coerente con la natura umana e molto “intelligente” da un punto di vista di strategia di marketing populista. Ma davvero poco efficace.
Ma quando il gioco si fa duro, i duri, si dice, cominciano a giocare.
E il primo gioco da giocare è quello che facciamo dentro di noi tutte le volte che crediamo che “non sia possibile”, che “non ci si possa meritare” qualcosa di meglio, finendo che ci auto-sabotiamo prima ancora di averci almeno provato.
E’ più “naturale”, più “umano”, più accettabile per gli altri e per noi stessi reagire con la tristezza, con la depressione o con il considerare la situazione come ingestibile. Il senso dell’impotenza prevale ed ha la meglio. Ma non è l’unica strada.
Quello è il “gioco” che facciamo dentro di noi, spesso senza nemmeno sapere che gioco sia e a cosa ci serva continuarlo. Spesso è il gioco del “non voler guardare” fino in fondo, dello scegliere di non sapere, di non sentire…perchè qualcuno ci ha insegnato che la vita, quella con la V maiuscola, è fatta di “sacrifici”, “sofferenze”, “fatiche” e che la responsabilità è tutta al di fuori di noi stessi.
E’ vero che in alcuni momenti della nostra vita, trovare soluzioni adeguate richieda un dispendio di risorse e di energie molto importanti. Ma ciò non significa che “continuare” a fare quello che si è sempre fatto, cioè credere di essere impotenti davanti a cambiamenti cosi pesanti, sia necessariamente un modo di procedere verso la soddisfazione dei propri bisogni. Tutt’altro.
Solo ricominciando da noi stessi, a giocare un gioco che non può essere “vinto o perso”, ma che deve essere solo “giocato”, fino in fondo, avremo la chance di vivere questa vita con più soddisfazione.
Solo cosi, non esistono scorciatoie. Quantomeno, non se ne vedono ancora tracce significative.
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Carisma 2012
Per informazioni, inviare una email a: info@mbandinelli.it
Tutti abbiamo dei “punti ciechi”, nella nostra vita, che ci impediscono di lavorare su quelle cose che possono lanciarci verso un successo più grande.
Tendiamo a mentire a noi stessi.
Negare, rifiutare, sono il nostro “luogo felice” dove possiamo coprire i punti di debolezza per proteggere la nostra autostima.
Siamo nella nostra “Zona” quando:
- ci prendiamo la responsabilità
- “facciamo un passo in avanti”
- corriamo il “miglio” in più
- amiamo ciò che stiamo facendo
- apprezziamo le possibilità emergenti
- siamo precisi e “rifiniamo”
- ci sentiamo ispirati e curiosi
- siamo grati e ci prendiamo cura di noi
Da tutto ciò scaturisce un alto livello di Performance. Il Coaching è il contesto di apprendimento nel quale è possibile imparare tutto questo.
La vita punta costantemente a qualcosa di “nuovo”...e questa proprietà, presente in tutti i sistemi viventi, è origine di sviluppo, apprendimento e crescita.
Nel momento in cui siamo consapevoli e in contatto con il “nuovo”, diventa possibile esprimere tutto il proprio potenziale.
Al tempo stesso, far finta di non vederlo, ci conduce sulla strada della “povertà”. E Dio solo sa quanti preferiscono, più o meno inconsapevolmente, avviarsi su questo cammino alquanto incerto.
Pubblico con grande emozione (dopo esserne stato formalmente autorizzato), la testimonianza di un mio Coachee che ha appena concluso il proprio percorso di Coaching.
L’intento è esclusivamente quello di far sapere che si può crescere e cambiare, ottenere risultati e goderne con un grande senso di libertà…e che non è mai troppo tardi per esserne consapevoli.
Grazie L., è stato un “viaggio” che mi ha arricchito tantissimo. In bocca al lupo per tutto!
“Massimo, ti scrivo questa nota per ringraziarti del percorso fatto insieme in 20 ore di life coaching. Mi hai aiutato a crescere personalmente e professionalmente. Da anni mi sentivo bloccato, imbrigliato in una posizione e in un modo di vivere che non mi davano più nè stimoli nè prospettive di crescita. Da un punto di vista professionale pensavo di aver raggiunto il massimo picco possibile della mia carriera (a 35 anni?!?!?). Ero convinto di non avere le capacità o le risorse per arrivare più in alto. Da un punto di vista personale vivevo con mille paure di sbagliare, di “non essere abbastanza” per i miei dipendenti, per la mia famiglia, per me stesso. Non sapevo più cosa assaporare nella mia vita ed ero rassegnato a lasciarla scorrere così come capitava. E tutto questo nonostante anni di sedute dallo psicologo, di introspezione, di insofferenza, di vero e proprio dolore.
Dopo solo 20 ore passate con te ho ritrovato me stesso. La gioia nel mio lavoro, nella mia famiglia, nella mia vita. Ho raggiunto quella serenità che da anni ricercavo. E ho ritrovato la motivazione e la passione per continuare a crescere. La mia vita è cambiata il giorno in cui ho deciso di varcare la soglia del tuo studio e di fidarmi della tua guida. Grazie per aver avuto fiducia in me. Ho ritrovato me stesso. E ho trovato un amico che porterò caro per tutta la vita.”







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