Una sessione gratuita di Coaching individuale della durata di 30 minuti
Alla fine di questa sessione di 30 minuti potrai ottenere:
- obiettivi chiari rispetto al senso della percezione del tuo valore
- una chiara consapevolezza rispetto a cosa stia “sfidando” la tua autostima proprio adesso
- un rinnovato senso di energia per affrontare i prossimi passi verso la piena espressione e connessione con la tua autostima
Invia adesso una email a info@mbandinelli.it e prenota subito la tua Sessione gratuita di 30 minuti con Massimo Bandinelli
Una sessione gratuita di Coaching individuale della durata di 30 minuti dove potrai affrontare uno dei seguenti temi a scelta:
- “Sviluppare il Carisma personale per avere successo nelle relazioni interpersonali”
- “Imparare a trasformare una grande passione nel…tuo lavoro futuro”
- “Gestire in modo efficace le relazioni con i propri Capi in Azienda”
- “Cambiare è possibile. I migliori anni della nostra vita sono adesso”
- “Ricollegarsi alla propria Vision & Mission per costruire il proprio Futuro”
Alla fine di questa sessione di 30 minuti potrai ottenere:
obiettivi chiari e “ben formati” ed una chiara visione dello spazio-problema che stai affrontando
una nuova consapevolezza rispetto a cosa stia alimentando le maggiori sfide che ti trovi ad affrontare proprio adesso
un rinnovato senso di energia rispetto alla possibilità di ottenere gli obiettivi e desideri che ti poni
Invia adesso una email a info@mbandinelli.it e prenota subito la tua Sessione gratuita di 30 minuti con Massimo Bandinelli
Significant change may be highly uncomfortable. Coaching helps to unfold the unexpressed potential in a safer and satisfying way. It is in a Coaching relationship that you can safely meet a profitable and satisfying growth towards your desires, personal goals and execellence.
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Forget to invest a lot of energy to protect your “image”, to hidden your weakness points and your frustrations with the “loneliness” to live someone else’s life…hire a Coach, now!

Tutto secondo le previsioni. Chi pensa “out of the box”, comprende il senso di avere al proprio fianco un Coach e investe su un percorso di sviluppo…non può che non avere successo.
Ed è accaduto ancora, questa volta ad un Executive Manager a capo di un grande stabilimento produttivo di una compagnia annoverata tra le prime di Fortune 500, nel settore del FMCG.
Great A! Well done!
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Cade a pennello la survey che, in queste ore, mi è “piovuta” (e non a caso) nella casella di posta elettronica.
Una grande “firm” americana del settore della consulenza ha intervistato più di 400 CEO in tutto il mondo sui temi della visione strategica a breve/medio termine in relazione allo scenario di crisi che stiamo vivendo e a come evolverà fino al 2015.
Tra le priorità emerse, mi preme citare la terza, in ordine di importanza, che i 400 CEO hanno evidenziato:
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la propria agenda manageriale, che verterà su:
1) sviluppare la capacità di motivare e di innovare nei leader che, a tutti i livelli, guideranno le organizzazioni in cui operano
2) ricambio e nuova crescita manageriale a livello di leadership team
3) valorizzazione dei nuovi talenti e qualificazione del personale per avere nuove leve manageriali di gestione del business
Ma siamo proprio sicuri che questi importanti Leader verranno ascoltati dalla proprie organizzazioni?
E’ l’augurio che dobbiamo farci perchè: non si può non ripartire che dalle persone.
Come? Con una Formazione manageriale di alto livello, Mentoring e Coaching.
Meditate gente, meditate.
E’ la straordinaria storia di un manager che da molto tempo aspirava ad una posizione molto importante: la direzione generale con un piena responsabilità del P & L e della struttura organizzativa annessa. Una lunga attesa, dove i leciti “dubbi” dei vertici non hanno aiutato inizialmente. Ma con un lieto fine, senza dubbio, coi fuochi di artificio!
Sembra quasi paradossale, di questi tempi, riuscire a festeggiare passaggi di carriera importanti ma…per fortuna, succede, e succederà ancora. La chiave, spesso, è quella di “mettersi in discussione”, specchiarsi e diventare consapevoli dei tranelli che ci autogeneriamo per “non farcela”. Il resto, viene da sè, se sappiamo “attendere” in modo attivo e indirizziamo correttamente le nostre spinte motivazionali.
Sono stati sufficienti 8 incontri di Coaching in 6 mesi, affrontati anche con una certa fatica, ma con una soddisfazione incredibile ed una crescita nel ruolo davvero naturale e costante.
Bravo E., congrats!!!!
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Massimo
Un altro bellissimo successo! Gli obiettivi del percorso di Team Coaching svolto insieme allo steering committee dell’azienda in questione (leader indiscusso nel settore del fast moving consumer goods) erano i seguenti:
- “migliorare la capacità dei singoli membri del team di gestire le persone coinvolte direttamente nel raggiungimento di obiettivi di business in un contesto di recessione
- “imparare a dare feedback generativi” di soluzioni “business oriented” con maggiore presa di decisione
- costruire un solido modo di lavorare in team dove prevalga lo sharing di competenze piuttosto che “il protagonismo” dei singoli
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Temi emersi: difficoltà a reinventarsi come Manager che oggi “decidono con minor autonomia”. Difficoltà a motivare le persone senza “leve” economiche e meritocratiche. Poca auto-critica e capacità di osservarsi nell’ambito della relazione con i peers e con i clienti core. Spiccata “supponenza” di alcuni membri del team.
L’approccio utilizzato: il percorso ha avuto una durata di 4 giornate in aula ripartite in 4 sessioni con una frequenza di due settimane l’una dall’altra. Sono stati effettuati roleplays dedicati e messi in scena attraverso l’utilizzo delle informazioni acquisite attraverso vari strumenti di indagine (processo di modellamento delle abilità presenti, delle dinamiche di interazione con i clienti interni ed esterni, restituzione feedback puntuali e attivazione di risorse interne al team.
I risultati ottenuti:
- creazione, sviluppo ed implementazione di 3 progetti diretti ai clienti “core” dell’azienda. Incremento di fatturato del 6 %, migliorata la marginalità di alcuni business del 3 %
- effettuati colloqui di goal setting e feedback on going su tutta l’area vendite (diretta e indiretta) con un aumento significativo del livello motivazionale dei singoli collaboratori
- l’engagement generale dello steering committee e dei propri peers è cresciuto significativamente (verifica effettuata con una survey mirata su un campione di clienti core dell’azienda)
Feedback dell’HR Director (committente e team leader): “ Gli obiettivi che ci eravamo posti sono stati completamente raggiunti: una parte di lavoro sarà necessario che venga sperimentato on the job affinchè siano consolidati gli apprendimenti ottenuti in aula. Ho osservato un grande cambiamento nei manager in termini di maggiore interesse per le proprie persone senza venir meno all’importanza di avere focus sugli obiettivi di business. E tutto in così breve tempo”.
Il 2012 è stato un anno molto intenso dal punto di vista del lavoro nei team e nelle aziende che stanno affrontando la crisi continuando ad investire sulle persone. Non è certo ancora il tempo di bilanci, vista la lunga crisi economica che ci affligge ma…un “outlook” provvisorio su certe “tendenze” si può cominciare ad intravedere.
E’ curioso notare che:
1) le aziende chiedono interventi per supportare il cambiamento (di ogni genere esso sia) ma, al tempo stesso, il fatto che chiedano di “cambiare” nasconde implicitamente l’ambigua volontà di “lasciare tutto come è”.Cambiare tutto per non cambiare niente.
2) Il concetto di lavorare in team è ancora un “concetto” e fatica a divenire una prassi. Se non accettiamo che le sfide odierne sono complesse e richiedono uno sforzo importante che solo “in team” è possibile compiere.
3) Alla base della difficoltà a sponsorizzare coerentemente il lavoro in gruppo sembra esserci ancora la visione miope di una certa Leadership settaria, fragile ed insicura, che teme il proprio oscuramento in favore della crescita degli altri. Sembra incredibile, ma pare che in molti casi la sindrome conclamata sia proprio questa.
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E allora…suggerisco di riflettere sulla seguente metafora di John Wooden:
“There is only one star that matters. The team is the star that matters”
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…possano produrre con più certezza distruzione ed orrore di quello delle idee sul controllo“.
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G. Bateson


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