Pubblico con grande emozione (dopo esserne stato formalmente autorizzato), la testimonianza di un mio Coachee che ha appena concluso il proprio percorso di Coaching.
L’intento è esclusivamente quello di far sapere che si può crescere e cambiare, ottenere risultati e goderne con un grande senso di libertà…e che non è mai troppo tardi per esserne consapevoli.
Grazie L., è stato un “viaggio” che mi ha arricchito tantissimo. In bocca al lupo per tutto!
“Massimo, ti scrivo questa nota per ringraziarti del percorso fatto insieme in 20 ore di life coaching. Mi hai aiutato a crescere personalmente e professionalmente. Da anni mi sentivo bloccato, imbrigliato in una posizione e in un modo di vivere che non mi davano più nè stimoli nè prospettive di crescita. Da un punto di vista professionale pensavo di aver raggiunto il massimo picco possibile della mia carriera (a 35 anni?!?!?). Ero convinto di non avere le capacità o le risorse per arrivare più in alto. Da un punto di vista personale vivevo con mille paure di sbagliare, di “non essere abbastanza” per i miei dipendenti, per la mia famiglia, per me stesso. Non sapevo più cosa assaporare nella mia vita ed ero rassegnato a lasciarla scorrere così come capitava. E tutto questo nonostante anni di sedute dallo psicologo, di introspezione, di insofferenza, di vero e proprio dolore.
Dopo solo 20 ore passate con te ho ritrovato me stesso. La gioia nel mio lavoro, nella mia famiglia, nella mia vita. Ho raggiunto quella serenità che da anni ricercavo. E ho ritrovato la motivazione e la passione per continuare a crescere. La mia vita è cambiata il giorno in cui ho deciso di varcare la soglia del tuo studio e di fidarmi della tua guida. Grazie per aver avuto fiducia in me. Ho ritrovato me stesso. E ho trovato un amico che porterò caro per tutta la vita.”
E’ “successo” naturalmente…questo è il più importante degli epiloghi che un percorso di Coaching possa avere.
Ed è toccato a me assistere a questo meraviglioso risultato che, nonostante le resistenze, la fatica e gli svicolamenti del Coachee (una giovane ed eccellente Manager), abbia potuto aver luogo un apprendimento ed una crescita “condivisa” e co-creata senza alcun “pushing”…ma solo “attendendo”, come quando si entra in un labirinto sapendo che sarà la via d’uscita a venirci incontro.
Congrats Milady!
In due è meglio che da “soli”.
Alcune sfide, cambiamenti e obiettivi possono essere molto “faticosi” da affrontare in solitudine. Il Coaching trae la sua efficacia e forza proprio dalla relazione, dal rapporto paritario e di partnership che si stabilisce tra Coach e Coachee, dove la sfida del Coachee diventa la sfida del Coach.
Molti abbandonano i propri sogni e si lasciano travolgere dagli eventi, e spesso in solitudine…questo è davvero un peccato. Non c’è una seconda chance, c’è una sola “mossa” da giocare.
“A poem is never finished, only abandoned.” – Paul Valery
E’ la storia di un giovane manager che da molto tempo era “bloccato” da una forte convinzione sul proprio “valore”. Il dubbio, tremendo, di potersi meritare o no di fare un salto di qualità nella sua vita e di poter desiderare un percorso professionale più in linea con i suoi desideri.
E’ una storia, tra le tante che incontro di questi tempi, che richiama fortemente il tema della “libertà”, intesa come il sentirsi liberi di meritare qualcosa di meglio, di più vicino a chi si è davvero, di liberare definitivamente il proprio potenziale e sganciarsi da lacci e lacciuoli che bloccano come zavorre agganciate sul fondo dell’Oceano.
Appena 14 ore di lavoro affrontate con una grande fatica, ma con un impegno ed una determinazione a “lasciarsi andare” che hanno fatto la differenza…bravo!!!
Massimo
Se c’è una cosa importante che ho potuto apprendere in questi ultimi mesi trascorsi a fare Coaching a manager e imprenditori alle prese con “la crisi” economica e con le sfide di una “globalizzazione” che sta “scalando” verso la follia, è che sembrano non esistere “soluzioni rapide” che possano generare cambiamenti significativi.
La “reattività” a tutti i costi, la fretta di risolvere, diventano il problema.
Esistono invece “cambiamenti” molto rapidi attorno a noi, nel senso di “perturbazioni” esterne, alle quali è possibile rispondere adeguatamente solo se cerchiamo nuove opzioni trascendendo il livello che ha generato il problema, e avendo la consapevolezza di entrare in un labirinto nel quale sarà “la via di uscita” stessa a venirci incontro.
Non esiste un gioco in cui si possa solo vincere o perdere, ma solo un “gioco” da giocare.
Troppa offerta e troppe opzioni possono arrivare a generare “paralisi”, dilemmi, enigma da sciogliere, insoddisfazione.
Il Coaching supporta il “discernimento” e la “focalizzazione”, liberando risorse appropriate nella direzione più giusta per noi.
Un contributo splendido sul paradosso della Scelta da Barry Scwartz…amazing!
Ciao a tutti,
Dopo un intenso e lungo periodo di lavoro e di progetti di Coaching in azienda, torno da voi con immenso piacere, e lo voglio fare suggerendovi di guardare questo particolare contributo di Matthieu Ricard su “Le abitudini della felicita’”,
mentre preparo alcuni appunti di viaggio che pubblicherò nei prossimo giorni.
Have a nice sunday to all!
Massimo
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Per informazioni: Massimo Bandinelli email: info@mbandinelli.it



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