“Vedono solo gli alberi…e non la foresta”. Pezze, rattoppi, “contentini”, surrogati di soluzioni che poco hanno a che fare con le possibili risposte da dare ad una situazione critica come quella che il nostro paese sta vivendo. Cure palliative ad un paziente che non sta morendo, tutt’altro. E’ vivo, in coma, ma è vivo.

Sembra una corsa senza fine, un gioco a somma zero, uno dei tanti “nodi” di Laing, che non hanno nè principio tantomeno fine. E restiamo “impantanati” in questa melma.

Ma cosa deve essere vero per tutta la classe dirigente (di ieri e di oggi) per continuare un gioco siffatto? In che cosa devono credere, sperare, o a quali valori e principi si devono ispirare per perseverare cosi a lungo nell’attuare soluzioni che saranno, per l’ennesima volta, il nuovo problema che ci troveremo ad affrontare domani?

Una cosa è certa: i problemi che viviamo oggi sono e non possono non essere altro che il frutto dell’applicazione delle “soluzioni” di ieri. E un problema va conosciuto in tutta la sua struttura per poterlo poi, forse, risolvere. Essi non si generano attraverso fenomeni di causalità lineare, o approcci “logico-ragionieristici”…essi, “i problemi”, sono un spazio estremamente più ampio; sono un esempio di quelle stesse leggi e regole cibernetiche che governano l’Universo e la Natura e possono essere “compresi” solo con un approccio adeguato di tipo sistemico, olistico, “mentale”. Per risolvere i problemi degli Uomini bisogna conoscere gli Uomini, cioè comprendere che tipo di esseri siamo per conoscere ed intepreterare la realtà cosi come facciamo e per continuare a vivere come se la “mosca potesse davvero controllare l’elefante”.

“Non si può tentare di risolvere un problema allo stesso livello in cui esso si è manifestato”, affermava Albert Einsten.

Possibile che non ci siamo ancora svegliati da questa follia della logica formale, dell’utopia del potere e del controllo?

Perchè i primi a doverci svegliare…siamo proprio noi.

 

 

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“When things get you down, whether they are rooted to economic, social, physical, or relational distress, know that you don’t need a pill. You need some good mojo, a return to your truest inner source.”

- Bradford Keeney

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“C’è una libertà che possiamo conquistare, smettendo di “dover volere” per cominciare a desiderare ciò che si vuole, sentendo ciò che si sente davvero piuttosto che sentire quello che si dovrebbe sentire, immaginando la propria crescita e realizzazione piuttosto che giocare con noi stessi e disperdere talenti e l’immensa soddisfazione.

Massimo Bandinelli

 

 

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e, per informazioni, inviami una mail a: info@mbandinelli.it

 

 

 

 

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Fine 2013: tempo di bilanci e riflessioni.

Dopo un lungo anno di lavoro nelle aziende che ho avuto la fortuna di aiutare, è tempo di provare ad individuare alcuni apprendimenti riguardo a “comportamenti organizzativi” ricorrenti e diffusi in questo momento di difficile crisi.

E quindi:

- sembra che le persone abbiamo perso il senso dell’”influenza” e dell’ “influire”. Molti team impegnati nelle vendite che ho seguito da vicino, tendono a dimenticare che “vendere” è strettamente connesso alla capacità di influenzare…e non si può influenzare avendo timore di fare domande e di incontrare la gente. Se fino a dieci anni fa il problema era che esisteva una moltitudine di manager focalizzata sulla preparazione di centinaia di slides di powerpoint, oggi queste sono sostituite da un “cattivo” utilizzo dei social network dietro ai quali “ci si nasconde” e si alzano “barriere” in nome di una “brand reputation” assolutamente virtuale e poco attraente. Con i clienti si parla via Whatsapp…

- sembra che indagare i veri bisogni degli altri (clienti, collaboratori, stakeholders, shareholders, etc) sia un tabù, qualcosa di “pericoloso”, di inavvicinabile.

Da qui, si osservano ancora processi di vendita che non funzionano, dove la leva “prezzo” rimane una costante…anche se il mercato ci chiede (e a volte urla) di essere ascoltato. Imparare a “vendere a valore” è la vera sfida per molte organizzazioni.

- il termine “valore aggiunto” è misleading: non si capisce quale sia il valore e, peggio ancora, cosa ci sia di “aggiunto” e rispetto a cosa.

Non serve pensare in questo modo, gli altri non ci capiscono. Esiste un solo valore…non è aggiunto, è il valore che attribuisce chi ci sta difronte che deve essere compreso, ed è il “suo” valore aggiunto. Non il “valore aggiunto” preconfezionato da dischi di vendita e argomentazioni che provocano più “battaglie” e obiezioni che sviluppo di business

- la nostra Missione, quando “vendiamo”, è comprendere quali siano i veri bisogni del nostro interlocutore. Quelli profondi, i “bisogni dei bisogni”. Ma anche in questo caso…c’è ancora il timore che indagarli sia “entrare nel privato” di chi sta dall’altra parte. Un alibi davvero ricorrente e ricorsivo.

- la modalità di analisi dei “problemi”, delle sfide o delle difficoltà (specialmente in questo momento di difficile crisi) sembra essere ancora rimasta alla logica dei principi di “causa-effetto”.

C’è un misterioso tabù anche su questo tema. Si nota che le organizzazioni tendono a cercare di risolvere i “problemi” allo stesso livello in cui essi si sono manifestati. E questo non può funzionare, nè generare alcun rinnovamento…sarebbe un pò come provare a sollevarsi da terra da soli, prendendosi per i capelli.

- Sembra che manchi ancora una buona capacità di “prevedere” o anticipare. Tutti abbiamo dei bisogni, manifesti e latenti, ma pur sapendolo, le organizziazioni tendono ad essere intimorite nell’andare a comprenderli radicalmente e, conseguentemente, a costruire “offerte a valore” che soddisfino queste aspettative.

Una risposta possibile a questi punti? Imparare, apprendere, formarsi. Non ci sono altre strade nè scorciatoie.

E questo è quello che auguro a tutti di sperimentare.

Buona Natale a tutti i miei cari Lettori!

Massimo

 

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Tutti abbiamo dei “punti ciechi” nella nostra vita che ci impediscono di attivare quelle risorse interne che possono lanciarci verso un successo più grande e un più ampio senso di soddisfazione.

Continuo ad osservare che molti tendono a mentire a se stessi; negare, rifiutare è il nostro luogo felice dove possiamo coprire i nostri punti di debolezza per proteggere la nostra autostima.

Settiamo aspettative che non sono basate sulla realtà o su una onesta valutazione. Oppure scegliamo “scorciatoie” comode, fatte di compromessi ad ogni livello, intrisi di racconti fumosi che hanno il valore di farci credere che una strada nota e più breve ci permetterà di arrivare a destinazione.

Ma spesso quella destinazione è solo un punto di ri-partenza per direzioni non chiare, frutto di un viaggio “contro-corrente” rispetto al proprio vero sentiero. Il segno di una profezia auto-avverante che difficilmente ci permetterà di sentici soddisfatti.

E da soli, talvolta…è davvero difficile smettere di raccontarsela. E’ pure difficile accorgersi che ce la stiamo raccontando.

Ecco a cosa può servire l’aiuto di un Coach: a non perdere più tempo, in solitudine.

Se ne vuoi parlare vieni a trovarmi su questo link: http://www.prontosoccorsocoaching.com/ e prenota una sessione di coaching telefonica

 

 

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Massimo

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Buongiorno!

Vi informo che a partire da questo mese, e per tutto il 2014, inizierà un programma di webinars online, da me tenuti, su tematiche inerenti la crescita e lo sviluppo personale.

Questo mio progetto nasce per aiutare tutte quelle persone che desiderano crescere, imparare ad imparare, superare momenti di difficoltà professionali e personali, potenziare le abilità trans-contestuali legate al mondo della comunicazione, del potenziamento della performance, della capacità di gestione di sfide e cambiamenti.
I temi che affronteremo di volta in volta ruoteranno attorno a:

  • Gestione del cambiamento
  • Eccellenza
  • Leadership & Carisma
  • Autostima e riconoscimento della “propria Zona”
  • Crescita e sviluppo personale
  • Gestione dello stress
  • Definizione della propria Vision & Mission personali
  • Potenziamento delle proprie abilità comunicative e relazionali
  • L’arte di Negoziare secondo il modello di Harvard

Gli webinars, della durata di un’ora, saranno a pagamento con una tariffa estremamente agevolata. Ma non voglio anticiparvi altro :)

Nei prossimi giorni pubblicherò il calendario dei webinars in programma a partire da settembre con le relative informazioni per poter partecipare.

Per ulteriori informazioni inviate una mail a: info@mbandinelli.it

Un caro saluto a tutti e…Buona Estate per chi va in vacanza adesso…e buon lavoro a chi è già rientrato!
Massimo